Dalla joint venture paritetica tra EcorNaturaSì e la romagnola Robinson Pet Shop nasce NaturaSì Pet, una nuova insegna dedicata al benessere degli animali domestici. La governance vede Gianni Casadei (nella foto a sinistra) alla presidenza, affiancato nel consiglio di amministrazione da Fabio Brescacin (presidente di EcorNaturaSì, nella foto a sinistra) e Luca Sartorato.

Il progetto punta a coniugare l’esperienza nel biologico di NaturaSì con la competenza tecnica nel settore pet di Robinson. La strategia di sviluppo prevede un focus iniziale sul Nord Est con l’apertura di pet shop specializzati e il potenziamento dei corner già esistenti nei supermercati NaturaSì.

Il debutto è previsto a Milano entro marzo, presso il mercato rionale di Rombon (zona Lambrate). La location, riqualificata con fondi PNRR e adiacente a uno store NaturaSì, incarna il modello di riferimento del brand: presidiare spazi vicini ai negozi bio esistenti per offrire un servizio specializzato ai “pet parent”.

L’offerta sarà incentrata su alimentazione naturale e biologica certificata (grain free, wet bio, fresh food e diete Barf), rigorosamente priva di OGM e sostanze chimiche. Anche il settore accessori seguirà questa filosofia, privilegiando materiali riciclati. L’obiettivo finale è intercettare un consumatore consapevole che desidera per i propri animali la stessa qualità e naturalezza che ricerca per la propria alimentazione, valorizzando l’identità di entrambi i marchi fondatori.

Continuità o cambiamento? Sono due le liste che il 17 maggio 2025 si contrappongono nell’Assemblea Ordinaria per eleggere il nuovo Consiglio di Amministrazione di Banca Popolare Etica per il triennio 2025-2028 : la Lista Partecipativa “Per una Banca Etica, inclusiva e dialogante” e “Re:start Banca Etica 2025” che hanno, rispettivamente come candidato presidente, Aldo Soldi (nella foto a sinistra) e Alessandro Messina.

Due candidati “forti”, con idee e programmi diversi e che conoscono bene l’istituto. Entrambi, infatti, sono da tempo in Banca Etica e quindi hanno avuto la possibilità di viverla da dentro e in relazione al contesto di riferimento. Ma le visioni sono diverse, direi quasi agli antipodi. Ecco un breve profilo dei candidati.

Per Aldo Soldi, classe 1951 ed una laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli studi di Siena, l’esperienza lavorativa si è svolta interamente all’interno del movimento cooperativo, a livello nazionale ed internazionale.

È stato presidente di una delle più grandi cooperative di consumatori italiane, presidente delle organizzazioni di rappresentanza della cooperazione di consumatori italiana ed europea, direttore generale di Coopfond (il fondo mutualistico della Lega delle Cooperative e Mutue), membro di consigli di amministrazione di società finanziarie ( fra cui Unipol assicurazioni e CCFS), vice presidente di Cooperfidi Italia, docente in economia cooperativa presso master universitari, presidente del consiglio di sorveglianza e successivamente del consiglio di gestione del Consorzio Integra soc. coop. , componente la Direzione nazionale di Legacoop.

Attualmente è membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Libera Terra Mediterraneo. La presenza dal 2019 nel CdA della Banca e nel Comitato Esecutivo dello stesso, assieme alla presenza negli anni 2020/21/22 nel CdA di Etica sgr, gli ha consentito di praticare concretamente gli aspetti valoriali e funzionali della finanza etica e di comprendere adeguatamente la realtà del Gruppo Banca Etica; l’esperienza si è ulteriormente arricchita con la nomina a vice presidente a partire dal 2022.

Alessandro Messina, classe 1969 con una laurea in Economia e Commercio all’Università “La Sapienza” di Roma, è socio di Banca Etica dal 1997. È stato componente attivo del Gruppo dei soci (Git) di Roma tra 1996 e 2001. Tra 2001 e 2004 è stato presidente dell’Associazione Finanza Etica, di cui erano soci la stessa
Banca Etica, le Mag e alcune associazioni di rilievo nazionale. Ha avuto esperienze manageriali nel settore
non profit (direttore di Lunaria, coordinatore di Sbilanciamoci!, tesoriere del Consorzio Italiano di
Solidarietà), nel settore pubblico (dirigente del Comune di Roma e dirigente generale del Ministero delle
politiche sociali), nel settore bancario (responsabile settore crediti dell’Associazione bancaria italiana, ABI,
responsabile dei progetti speciali per la Federazione delle BCC), e nel settore della finanza alternativa
(amministratore delegato di Atlas Sgr). Dal 2015 al 2021 è stato direttore generale di Banca Etica.

Programmi e visioni.

Tra gli elementi di maggior rilievo, Alessandro Messina “propone un nuovo ambizioso progetto di finanza alternativa, utilizzando l’innovazione per favorire il cambiamento” con azioni specifiche finalizzate a superare le odierne criticità: partecipazione stagnante, l’insoddisfazione dei clienti, i prestiti in flessione, gli investimenti poco orientati verso aree a valore sociale e ambientale, le irrisolte contraddizioni di Etica SGR. Il comitato Re:Start – si legge nel documento di sintesi – candida al Consiglio di amministrazione otto persone di alto profilo, attrezzate con robuste competenze ed esperienze, in campo finanziario, digitale, sociale e ambientale che, nel ruolo di indirizzo strategico e di controllo, proprio del Cda, guideranno questa ripartenza del Gruppo Banca Etica, in Italia e in Spagna. Il programma completo.

Aldo Soldi appare più agganciato al passato, con la chiara consapevolezza che gli scenari sono cambiati. “Il passato – si legge nel programma del comitato promotore della Lista Partecipativa – ci consegna un sogno diventato realtà: una banca realmente etica, ben patrimonializzata, solida” che “ci impegna a delineare con coerenza il percorso dei prossimi anni”. L’obiettivo di fondo è dare continuità al lavoro svolto sino ad ora e attuare le scelte del nuovo Piano strategico del Gruppo 2025-2028 che contempla cinque priorità: finanza trasformativa, crescita del credito (+35% in quattro anni), social economy, efficienza, indipendenza per continuare a costruire una filiera 100% finanza etica. Il programma completo.

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Laguna Veneta con “Il superfood che fa bene al cuore”,  la Tuscia Viterbese con “L’oro verde dalle fertili terre del lago di Bolsena”, la Pianura Romagnola con “La melicoltura, tra patrimonio culturale e sfida per il futuro”. Poi ancora Campi Flegrei con “La tradizione ortofrutticola abbraccia l’innovazione”.

Sono queste le prime quattro puntate della nuova edizione di “Agrinet. Il futuro in campo”, il programma televisivo curato da Francesca Magnoni (nella foto a sinistra) dedicato all’agricoltura italiana vista attraverso gli occhi e l’impegno delle donne.

Otto preziosi appuntamenti, in onda dal 26 aprile ogni sabato alle 17:30 fino al 14 giugno 2025 su TV2000 (Canale 28, Sky 157, Tivùsat 18), per raccontare il volto moderno, sostenibile e innovativo della nostra agricoltura, con storie autentiche dal cuore delle campagne italiane.

Un viaggio che unisce territorio, innovazione e sostenibilità, prodotto da Gruppo Icaro in collaborazione con TV2000, l’associazione delle televisioni regionali Corallo, Università IUAV di Venezia, Confagricoltura Donna e co-finanziato dalla Commissione Europea.

Le protagoniste sono donne. Donne che innovano, custodiscono tradizioni e affrontano le sfide dell’agricoltura moderna con visione e competenza. L’iniziativa prevede un evento finale a Roma il 2 luglio presso la sede di Confagricoltura.

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Cherry Bank lancia l’iniziativa “Cherry Made in Italy” con l’obiettivo di promuovere la creatività, la difesa e la valorizzazione delle eccellenze italiane, attraverso il sostegno ai progetti virtuosi delle PMI.

La prima edizione dell’iniziativa avrà inizio con l’apertura delle candidature oggi 11 aprile, a ridosso della Giornata nazionale del Made in Italy (il 15 aprile) e chiusura delle adesioni il 29 aprile. Possono candidarsi aziende e PMI che appartengono a specifici settori produttivi, con un fatturato compreso tra 2,5 e 10 milioni di euro e che possono proporre un progetto scalabile. Un focus particolare sarà posto sulle imprese con sede in regioni strategicamente rilevanti per il tessuto produttivo nazionale.

La selezione delle imprese partecipanti sarà affidata a un comitato composto da esponenti del management di Cherry Bank e da circa 20 studenti della Venice School of Management-Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia che si occuperanno di selezionare le candidature individuando le piccole imprese che si contraddistinguono da una significativa componente di Made in Italy, in grado di rispettare i criteri di selezione e che risultano avere i progetti maggiormente scalabili. Il processo culminerà nella selezione di tre aziende: la prima “Cherry Excellence”, otterrà un premio a fondo perduto con destinazione d’uso del valore di Euro 20.000, utile a finanziare il proprio progetto di crescita. La seconda e terza classificate riceveranno un assesment ESG gratuito redatto da partner Cherry Bank esperti in materia. L’analisi sarà utile per studiare l’impatto delle attività d’impresa e per delineare una strategia volta a migliorare il proprio punteggio rispetto allo scoring medio di settore.

“Nel nostro Piano di Sostenibilità ci siamo impegnati a porre costante attenzione e cura verso il nostro territorio e verso le eccellenze produttive che al meglio lo rappresentano. Ci definiamo una Banca che punta a trovare valore nelle nicchie di mercato – ha dichiarato Maddalena Ganz, Responsabile Comunicazione e Marketing di Cherry Bank (nella foto seduta al centro con il suo team)-. Per questo abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa “Cherry Made in Italy” che ha l’obiettivo di promuovere le conoscenze, le abilità e le competenze connesse al Made in Italy. Vogliamo affiancare le piccole imprese virtuose in un percorso di crescita che le renda sempre più portavoce del Made in Italy, fungendo da volano per il loro consolidamento nel breve e medio periodo”.

Il profilo dell’istituto.

Cherry Bank S.p.A. è la banca guidata da Giovanni Bossi, specializzata nei servizi di supporto alle imprese, nella creazione di valore dalla trasformazione di portafogli NPL e nell’acquisto dei crediti fiscali. Offre ai privati un ampio ventaglio di servizi bancari, sia fisici che digitali, con un’attenzione anche verso l’ambito del Wealth Management per individuare soluzioni di risparmio ed investimento su misura. Una Human Bank italiana che nasce da soci imprenditori e che con questo spirito affronta la realtà contemporanea del mondo del credito. Cherry Bank conta su circa 470 risorse, con filiali e hub territoriali in 6 regioni d’Italia, oltre alla sede di Padova.

Cherry Bank in provincia di Rimini è arrivata incorporando la storica Banca Popolare Valconca formalizzata il 30 dicembre 2023. “Sono stati mesi di intenso lavoro e, grazie anche ai Commissari di BPV Livia Casale e Francesco Fioretto, abbiamo ora chiuso un’integrazione di importanza strategica per il futuro della Banca – dichiarò all’epoca Giovanni Bossi, AD e azionista di maggioranza di Cherry Bank – . Da oggi possiamo parlare di un istituto bancario patrimonialmente più forte e con un’offerta ancora più completa”. Al momento il marchio Banca Popolare Valconca è rimasto – ha spiegato l’AD – per non disperdere un patrimonio importante e riconoscibile sul territorio.

Più di quattordici milioni di euro. A tanto ammonta  la posizione finanziaria netta 2023 di Fiere di Parma. Un dato che la rende un caso quasi unico nel sistema fieristico, non solo nazionale, ma europeo, considerando anche la disponibilità di free cash pari a 25 milioni di euro. Numeri più che positivi che si sommano al fatturato, che lo scorso anno ha sorpassato i 41 milioni di euro, con un incremento del 14% rispetto al 2022, e Ebitda di oltre 13 milioni.

Un 2023 che ha visto inoltre il consolidamento di Fiere di Parma nell’agroalimentare grazie all’accordo con Fiera Milano, con il passaggio della gestione di Tuttofood in capo a Parma. Una strategia che si rafforza anche a livello internazionale con il recente patto siglato con Koelnmesse, in virtù del quale il gruppo tedesco, uno dei principali attori del mercato fieristico nel mondo, porterà visitatori internazionali a Cibus ed espositori dall’estero per Tuttofood.

“A nome di tutto il Consiglio di Amministrazione – afferma il Presidente di Fiere di Parma Franco Mosconi (foto) – non posso che ribadire tutta la nostra profonda soddisfazione per i risultati conseguiti col bilancio 2023. Sono numeri migliori anche del pre-Covid e dimostrano come le manifestazioni fieristiche, se ben progettate e gestite, continuino ad attirare l’attenzione degli operatori e dei visitatori. E confermano come sempre di più possano esercitare quel ruolo di volano per i comparti industriali del Made in Italy, a cominciare dall’agroalimentare”.

“Un risultato – continua Mosconi – che è frutto del lavoro di squadra di tutto il team di Fiere di Parma, che può contare su persone di grande valore e competenza. Questo è il primo bilancio del nuovo Consiglio, in carica dalla metà del 2023: grazie alla fiducia accordataci dai soci pubblici e dai soci privati abbiamo raccolto, da un lato, una positiva eredità e, dall’altro abbiamo subito iniziato a lavorare per consolidare e migliorare ulteriormente i risultati. In questo senso, le recenti alleanze societarie rappresentano, per noi tutti, uno stimolo continuo: ci aspettano anni molto impegnativi e, al tempo stesso, ricchi di opportunità”.

Franco Mosconi è autore del libro “Modello Emilia. Imprese innovative e spirito di comunità” pubblicato con la prefazione di Stefano e Vera Zamagni (Post Editori, Padova 2023, pp. 272, 22 euro).