Quando arrivano i momenti di crisi.

I momenti di crisi possono capitare a tutte le aziende e a tutti gli imprenditori. Specialmente in questo contesto globale, rapido, variegato in cui l’imprevedibile è sempre dietro l’angolo anche per l’imprenditore più accorto. Gli eventi avversi, purtroppo, si collocano integralmente al di fuori della sue conoscenze.

Cosa è bene fare quando scoppia una crisi? Che ruolo può avere la comunicazione? I modelli di crisis management si basano sulle varie fasi di sviluppo di una crisi e ovviamente prevedono la fase della comunicazione e della gestione della crisi stessa.

Dal punto di vista dell’opportunità, con una buona strategia è possibile rendere partecipe clienti, soci, azionisti e creditori sulla situazione di difficoltà e come la si intende affrontare, e in che modo, ai fini del risanamento aziendale.

Ecco alcuni consigli:

  1. Monitorare i segnali premonitori (interni ed esterni).
  2. Analizzare con attenzione il problema (le crisi possono essere di diversi tipi: finanziarie, di processo, di prodotto, di servizio, ecc.) scomponendolo in tutte le sue componenti.
  3. Attivarsi ed elaborare un piano di gestione prima che i problemi diventino di dominio pubblico.

Cosa fare concretamente per analizzare la crisi d’impresa.

L’azione concreta più rapida da fare è la creazione matrice rischio/danno, probabilità/gravità per ogni rischio individuato e attribuire probabilità di accadimento e livello di gravità del danno atteso.

Oggi i piccoli imprenditori hanno a disposizione un nuovo strumento per affidarsi al parere di un esperto. Avvalersi cioè della Composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa a disposizione.

Dal 15 novembre 2021 grazie alla Legge 21 ottobre 2021 n.147 (di conversione del DL 118/2021) la Composizione negoziata consente di dare pronta attuazione alle misure di supporto alle imprese per superare gli effetti negativi dell’emergenza economica e finanziaria che si è venuta a creare negli ultimi 24 mesi.

Si tratta di una procedura volontaria che possono attivare tutti gli imprenditori commerciali e agricoli che si trovano in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario tanto da rendere probabile la crisi o l’insolvenza.

Per avvalersi di questa procedura l’imprenditore potrà rivolgersi al Segretario Generale della Camera di commercio in cui si trova la sede legale dell’impresa e richiedere la nomina di un esperto indipendente che faciliti le trattative tra l’imprenditore e i creditori e gli altri possibili soggetti interessati.

La Piattaforma rappresenta il luogo per gestire le istanze e i documenti da parte di tutti i soggetti coinvolti e tutti gli step sono eseguiti online. Piattaforma: www.composizionenegoziata.camcom.it.

Per la Composizione negoziata della crisi d’impresa in Romagna il Servizio legale Camera di commercio della Romagna è svolto dall’Avv. Adriano Rizzello (tel. 0543 713492 – email: composizionenegoziata@romagna.camcom.it).

Comunicare la crisi.

Il piano di comunicazione della crisi dovrà seguire, passo passo, l’evoluzione della procedura e valutare quale intervento mettere in atto per inviare messaggi chiari e trasparenti a tutti gli interlocutori, interni e esterni, con i canali più diretti e i linguaggi più in linea con il target di riferimento (media, agenti, soci, gruppi d’interesse, banche, creditori, ecc.).

Regole di base per la gestione della comunicazione durante la crisi:

  1. Dire sinceramente come stanno le coese chiedendo anche il supporto di terze parti autorevoli
  2. Esprimere pochi e chiari concetti.
  3. Usare la precisione (cifre, date, percentuali).
  4. Agire in modo coordinato e coerente, cercando alleanze.

Detto questo non mi rimane che ricordare come la comunicazione è sempre importante, ma è un fattore decisivo per la gestione di una crisi che, lo ricordo, è sempre un momento di crescita e cambiamento, se correttamente gestita e metabolizzata.

L’undicesima edizione del Salone del Risparmio si è chiusa la settimana scorsa con una conferenza dedicata ad uno dei grandi compiti prospettici dell’industria del risparmio gestito: farsi acceleratore dei cambiamenti globali verso un’economia più sostenibile, inclusiva e responsabile. Obiettivo di lungo termine da perseguire con sempre maggiore forza, che potrà essere raggiunto solo in un rapporto di collaborazione con tutte le forze del mondo economico e sociale.

La conferenza, aperta dal Presidente di Assogestioni Tommaso Corcos, ha ospitato l’intervento di Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, che ha sottolineato: “Siamo in uno stato di emergenza che richiede lo sforzo di tutti. Soprattutto una collaborazione sempre più forte tra pubblico e privato per affrontare la transizione ecologica”. Cingolani, quindi, ha elencato i settori dove lo Stato necessita del supporto delle risorse private: “Il governo presenterà una road map di aste per l’energia rinnovabile, di modo che gli asset manager possano scegliere per tempo dove andare a investire”, ha proseguito il Ministro, “infrastrutture sostenibili ed economia circolare sono altre opportunità per l’industria del risparmio gestito, insieme a riforestazione, interventi sul dissesto idrogeologico e sulla rigenerazione del mare”. E ha concluso: “Oggi la transizione ecologica coinvolge solo i paesi del G7 e del G20: dobbiamo ampliare il raggio d’azione anche ai 3 miliardi di persone che ancora non sono comprese. La comunità finanziaria internazionale ha gli strumenti per poter, insieme, fare qualcosa di buono”.

Il keynote speech di Stefano Mancuso botanico, accademico e saggista italiano, si è incentrato sulla lotta al cambiamento climatico e sulla necessità di adottare organizzazioni più distribuite e decentralizzate per vincere questa sfida e costruire un futuro sostenibile. “Dobbiamo guardare al mondo vegetale se non come fonte di insegnamento, quantomeno di ispirazione. Sorgente di una visione laterale oggi necessaria”, ha spiegato Mancuso. “Se pensiamo che abbiamo basato le nostre organizzazioni, la nostra tecnologia e il nostro intero modo di vivere su un’immagine del mondo rappresentativa soltanto dello 0,3% pianeta, ci dovrebbe risultare chiaro che ampliare la nostra visione al restante 99,7% potrebbe portarci dei vantaggi enormi”.

Irene Tinagli, Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, ha ricordato: “Dobbiamo onorare gli impegni presi con l’Accordo di Parigi 2015 e accelerare sulla decarbonizzazione. La sfida che abbiamo davanti è molto impegnativa e complessa, ricca di fattori di incertezza e rischio. L’Italia è un Paese molto esposto ai rischi che questa sfida nasconde e deve attrarre investimenti sia pubblici che privati per poter raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti”.

Sulle sfide legate alla transizione ecologica e sul ruolo del risparmio gestito nella costruzione del futuro si sono confrontati in tavola rotonda alcuni rappresentanti di società di gestione del risparmio italiane ed estere. Hanno partecipato Lorenzo Alfieri, Direttore Generale J.P. Morgan Asset Management e presidente del Comitato sostenibilità di Assogestioni, Ugo Loeser, Amministratore Delegato e Direttore Generale Arca Fondi Sgr, Massimo Mazzini, Head Direzione Marketing e Sviluppo Commerciale Eurizon Capital, Giovanni Sandri, Country Head BlackRock Italia, e Cinzia Tagliabue, Amministratore Delegato per l’Italia di Amundi.