Nonostante il 2022 per Italian Exhibition Group – IEG inizi molto bene, la quotazione in borsa non ne ha risentito molto (a fine pagina un  commento). Gli eventi svolti nel primo trimestre di quest’anno, infatti, hanno prodotto risultati ritenuti “soddisfacenti” soprattutto per quanto riguarda il settore orafo, mentre quello del gelato con Sigep ha mostrato un po’ di sofferenza a causa delle date della manifestazione ritenute da alcuni operatori troppo prossime all’inizio della stagione estiva pertanto non funzionali – spiega IEG. Restano regolarmente programmate per i prossimi mesi tutte le più importanti manifestazioni organizzate dal Gruppo con l’unica eccezione di HIT Show che è stata posticipata a febbraio 2023.

Ad ogni modo ecco i principali dati finanziari del I trimestre 2022 di IEG comunicati il 10 maggio scorso.

Il valore della produzione del Gruppo si è attestato a 38 milioni di euro, in aumento di 35,6 milioni rispetto ai 2,47 milioni di euro del primo trimestre 2021 nel quale si sono svolti i soli eventi in formato digitale Sigep EXP e We Are.

L’EBITDA del primo trimestre è positivo per 7,0 milioni di euro, in aumento di 14,2 milioni di euro rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente dove si attestava ad una perdita di 7,2 milioni di euro. L’EBIT ammonta a 3,0 milioni di euro, in incremento di 14,4 milioni rispetto al medesimo periodo dell’esercizio precedente.

Il risultato prima delle imposte è di 3,3 milioni di euro, in incremento di circa 15,2 milioni rispetto primo trimestre 2021. Il risultato del periodo del Gruppo ammonta a 1,8 milioni di euro, in aumento di 13,7 milioni di euro rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

Il risultato del periodo di pertinenza degli azionisti della Capogruppo ammonta a 2,2 milioni di euro contro la perdita di 11,2 milioni di euro del primo trimestre 2021, registrando una variazione positiva di 13,4 milioni di euro.

UNO SGUARDO AL 2021

Il Consiglio di Amministrazione di Italian Exhibition Group S.p.A. (IEG) l’8 aprile 2021 ha pubblicato  la Relazione Finanziaria Annuale 2021. Qui di seguito i dati di gruppo e della capogruppo.

Il Gruppo conclude il 2021 con ricavi operativi per 102,5 milioni di euro, in aumento del 28,4% (pari a 22,7 milioni di euro) rispetto all’esercizio 2020. L’EBITDA 2021 è pari a 21,6 milioni di euro, in aumento di 19,8 milioni di euro, rispetto al 2020.

Nel corso dell’esercizio sono stati incassati contributi a fondo perduto di carattere non ricorrente per 28,2 milioni a parziale ristoro delle perdite di margine operativo lordo causate dal Covid negli esercizi 2021 e 2020. L’EBIT ammonta a 2,9 milioni di euro, superiore di 24,4 milioni rispetto all’esercizio precedente.

Il risultato prima delle imposte è di -1,0 milioni di euro, in miglioramento di 16,5 milioni di euro rispetto al 2020. Il risultato del periodo del gruppo riporta una perdita di 0,7 milioni di euro, in miglioramento di 11,8 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Il risultato del periodo di pertinenza degli azionisti della capogruppo si attesta su un risultato positivo di 1,6 milioni di euro contro un risultato negativo di -11,3 milioni di euro a fine 2020, in aumento di 13,0 milioni di euro.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2021 ammonta a 105,6 milioni di euro, evidenziando una riduzione dell’indebitamento netto di 23,9 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020. La posizione “monetaria” – che quindi non tiene conto del debito di 26,7 di euro derivante dall’applicazione dell’IFRS 16, degli eventuali debiti finanziari per future put options pari a 5,8 milioni di euro e del mark to market degli strumenti finanziari derivati per 3,6 milioni di euro – si attesta a 69,6 milioni di euro comportando una riduzione dell’indebitamento per 24,2 milioni rispetto alla fine dell’esercizio 2020.

Il patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2021 ammonta a circa 93,4 milioni di euro in leggero aumento rispetto a quello del 31 dicembre 2020 che era pari a 93,1 milioni di euro.

Il valore della produzione dell’esercizio aumenta di complessivi di 22,7 milioni di euro (+28,4%). La variazione registrata nell’anno è frutto di diversi fattori. In primis si registra un impatto dovuto alla cancellazione degli eventi programmati nella prima metà dell’anno, a causa dei blocchi imposti allo svolgimento delle attività fieristiche e congressuali, complessivamente pari a -50,0 milioni di euro (-62,6%), definito effetto “Covid Cancellati”.

La forte ripartenza del settore fieristico-congressuale avvenuta nella seconda metà dell’anno ha riguardato diffusamente tutte le linee di business ed è stata positiva per 39,9 milioni di euro (+50,0%), definita effetto “Restart”. Tra tutte, si cita nel 2021 lo svolgimento di eventi top per il Gruppo quali, Vicenzaoro September (settembre) ed Ecomondo (ottobre), con conseguente impatto positivo anche sulla linea dei servizi correlati. Positiva di 9,5 milioni (+12,0%) la crescita degli eventi che hanno avuto luogo in entrambi gli esercizi, definito effetto “Organico”. Tale variazione accoglie anche l’ingresso di nuove manifestazioni rispetto al 2020, come Dubai Muscle Show, organizzata dalla controllata HBG Events FZ LLC a Dubai.

I ricavi dei 31 eventi organizzati del 2021 ammontano a 38,5 milioni di euro, in riduzione del 27,4% rispetto all’esercizio precedente, non essendo stata sufficiente la crescita organica e l’effetto “restart” a colmare le perdite degli eventi cancellati.

I ricavi degli eventi organizzati del quarto trimestre 2021 ammontano a 26,0 milioni di euro, in netta crescita rispetto risultati conseguiti nel medesimo periodo dell’esercizio precedente, pari a 7,8 milioni di euro (+18,2 milioni).

Il business degli eventi ospitati ha generato nel 2021 ricavi per 2,1 milioni di euro, grazie allo svolgimento di 8 eventi. Gli Eventi Congressuali accolgono i risultati derivanti dalla gestione delle strutture del Palacongressi di Rimini e del Vicenza Convention Centre (VICC). Nel 2021 i ricavi ammontano a 6,9 milioni di euro, mostrando un incremento di 4,3 milioni di euro (+171%) rispetto al 2020 pari a 2,5 milioni (a differenza della linea di business degli eventi organizzati, i mesi di gennaio e febbraio non sono particolarmente importanti per le attività
congressuali).

I ricavi dell’esercizio 2021 imputabili ai servizi correlati ammontano a 23,0 milioni, in aumento del 10,2% rispetto a quelli del precedente esercizio. Nella seconda parte dell’anno, il ritorno all’attività ha permesso di conseguire crescita organica per 3,1 milioni (+14,9%) e per 13,1 milioni imputabile all’effetto “Restart” (+62,5%). Quest’ultimo effetto ha sostanzialmente compensato l’effetto dovuto alle cancellazioni causa Covid, che su base annua ha generato una riduzione di ricavi rispetto al 2020 pari a 13,3 milioni (-63,4%).

Infine la capogruppo Italian Exhibition Group S.p.A. chiude l’esercizio 2021 con ricavi complessivi pari a 72,6 milioni di euro, un EBITDA di 18,0 milioni di euro e un utile di esercizio pari a 1,6 milioni di euro rispetto alla perdita di 12,7 milioni del 2020.

IL PROFILO DEL GRUPPO

Il Gruppo IEG è attivo nell’organizzazione di eventi fieristici, nell’ospitalità di manifestazioni fieristiche ed altri eventi attraverso la messa a disposizione di spazi espostivi attrezzati, nella promozione e nella gestione di centri congressuali e nella fornitura dei servizi correlati agli eventi fieristici e congressuali, nel settore dell’editoria e dei servizi fieristici connessi ad eventi sportivi ospitati.

L’organizzazione e la gestione degli eventi fieristici è realizzata principalmente presso le seguenti
strutture:

  1. Quartiere Fieristico di Rimini, sito in via Emilia n. 155;
  2. Quartiere fieristico di Vicenza, sito in via dell’Oreficeria n. 16;
  3. Palacongressi di Rimini, sito in via della Fiera n. 23 a Rimini;
  4. Vicenza Convention Center di Vicenza, sito in via dell’Oreficeria n. 16

Italian Exhibition Group S.p.A. è la società Capogruppo nata dal conferimento in Rimini Fiera S.p.A.
dell’azienda condotta da Fiera di Vicenza S.p.A. (ora Vicenza Holding S.p.A.) e dalla contestuale
modifica della denominazione sociale della prima. Il gruppo detiene il 35,3% del capitale sociale di Cesena Fiera attraverso una partecipazione diretta IEG (20%) ed una di Prostand. S.r.l. (15,3%).

Al 31 marzo 2022, la Capogruppo esercita attività di direzione e coordinamento, ai sensi e per gli effetti
dell’art. 2497 bis del Codice Civile, sulle società Fieravicola S.r.l., Prime Servizi S.r.l., Prostand Exhibition Services S.r.l., Summertrade S.r.l., Pro.Stand S.r.l., Italian Exhibition Group USA Inc., FB International Inc., HBG Events FZ Llc, Italian Exhibition Group Brasil Eventos Ltda.

Il gruppo detiene il 35,3% del capitale sociale di Cesena Fiera attraverso una partecipazione diretta IEG (20%) ed una di Prostand. S.r.l. (15,3%).

Il Consiglio di Amministrazione è stato nominato dall’Assemblea degli Azionisti svoltasi il 29 aprile 2021
e rimarrà in carica fino al verificarsi del primo tra i seguenti eventi: efficacia della fusione per incorporazione di Bologna Fiere S.p.A. ovvero per tre esercizi e quindi fino all’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2023.

Il Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 29 aprile 2021 ha confermato Corrado Peraboni (foto di copertina) quale Amministratore Delegato e Chief Executive Officer incaricato dell’istituzione e del mantenimento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ai sensi della Raccomandazione 32 lettera b) del Codice di Corporate Governance emanato dal Comitato per la Corporate Governance ed adottato dalla società.

L’ANDAMENTO IN BORSA

Il Gruppo IEG è quotato sull’Euronext – il mercato finanziario e borsa valori pan-europea che gestisce, tra le altre anche le Borse di Parigi e Milano – dal 19/06/19 (codice ISIN: IT0003411417). Il prezzo di collocamento è stato di 3,7 euro per azione. Grazie a questa operazione sono stati raccolti sul mercato 19,9 milioni di euro. Dopo un picco a 4,79 in data 24/01/2020, il titolo il 06/11/2020 ha toccato il minimo storico a 1,54.

Nonostante i dati positivi comunicati il 10 maggio, IEG non ha reagito e permane così ancora in una fase abbastanza critica con una quotazione in area 2,30-2,60. Solo oltre questa soglia – a mio avviso – si potrebbe parlare di inversione di tendenza. Qui di seguito il grafico tratto dal sito borsaitaliana.it (ultimo dato: 23/05/2022).