Il magazine “Il futuro dell’e-commerce” è qui con me sul mio pc e sulla mia scrivania in edizione cartacea ed è veramente un bel progetto: pensato e realizzato da chi è del mestiere. Si vede. Non avevo dubbi sul fatto che si potesse presentare piacevolmente al lettore nella veste grafica e nella distribuzione dei contenuti. Anche gli argomenti, destinati ad un pubblico di addetti ai lavori (imprenditori, e-commerce manager, e professionisti del commercio online) sono ben collocati e presentati con sintesi efficaci e un taglio pratico.

La versione digitale del magazine è disponibile sul sito ilfuturodellecommerce.it Clicca sull’immagine e vai al download!

L’edizione cartacea del nuovo magazine “Il futuro dell’e-commerce” composto da 58 pagine è stato presentato in anteprima nazionale al Netcomm Forum l’8 e 9 maggio scorso a Milano. Sono certo che sia stato un successo!

Filippo Bacchiocchi CEO di The Strategy e Co-Founder di The Space e Tellem.

“Il futuro dell’e-commerce è adesso – scrive Filippo Bacciocchi (foto) CEO di The Strategy e Co-Founder di The Space e Tellem sul suo profilo LinkedIn -. Per questo motivo, è fondamentale prepararsi al cambiamento e non rischiare di rimanere indietro rispetto alla concorrenza”.

Per trovare risposte efficaci e punti di vista diversi sono stati coinvolti oltre 20 esperti di digital marketing e vendita online per offrire una “lente di ingrandimento” su specifici ambiti di competenza: AI, CRO, performance del sito, branding, automazione, lead generation, advertising, live shopping, realtà aumentata, sostenibilità. “Abbiamo dedicato mesi ad approfondire questa tematica e condensato la nostra indagine nel magazine” aggiunge Bacciocchi.

I contenuti sono divisi in tre parti: AI&Tech, Strategy&Advertising, Content&Social e al termine degli articoli un qr code rimanda alla videointervista.

Sono stati intervistati: Alessandro Frangioni (Marketing Automation), Michelangelo Aquino (Growth), Paolo Dello Vicario (IA), Antonella Bandoli (Branding), Stefano Ferranti (il ruolo delle Agenzie), Giovanni Cappellotto (Marketplace), Andrea Saccà (Performace del sito), Gianpaolo Lorusso (Pay per Click), Massimo Giacchino, Omar Bragantini, Simone Dassereto, Maria Luisa D’Urso (ricerca onsite), Valerio Celletti, Emanuele Ferrabò (Futuro e-commerce B2B), Joshua Priore (Social Commerce), Michael Vittori (Advertising), Roberto Nardini (Social), Emanuele Maragno (come scalare un e-commerce), Matteo Canuti (Content Creation), Federico Casadei (Lead Generation), Francesco Chiappini (sugli errori da evitare per chi gestisce un e-commerce), Niccolò Forcellini (Futuro della progettazione).

“Chi riuscirà – scrive l’esperto – a concentrarsi su visione e strategia e sul non focalizzarsi solo verticalmente, potrà più facilmente abbracciare quello che sta succedendo. Perché se c’è una cosa che abbiamo imparato è che il futuro è molto più vicino di quel che sembra”.

I promotori del progetto e la mission: “entrare nel business del cliente per una crescita sostenibile”. 

Il progetto del magazine “Il futuro dell’e-commerce” è stato realizzato da The Space, web agency esperta nello sviluppo di e-commerce, The Strategy, agenzia di performance marketing, e Tellem, hub creativo specializzato in content creation. I professionisti del gruppo operano in tutta Italia e la loro sede s i trova a Domagnano nella Repubblica di San Marino. Nel 2024 il fatturato complessivo è cresciuto del +15%. A crescere è stato anche l’organico, che oggi conta in totale 28 dipendenti distribuiti tra le varie realtà.

Uno dei punti di forza del gruppo è l’unione di competenze verticalizzate e la connessione tra professionisti dai background diversi che permettono di offrire una visione strategica d’insieme che guida PMI e imprenditori nei loro progetti digitali. The Space, The Strategy, e Tellem si propongono infatti come un unico partner per la definizione e lo sviluppo di strategie di marketing e comunicazione per i business online, in particolare per gli E-commerce. “Non ci limitiamo a fornire servizi come le altre agenzie: il nostro obiettivo è entrare nel business del nostro cliente per guidarlo verso una crescita sostenibile”, sottolinea Filippo Bacciocchi, CEO di The Strategy e Co-Founder di The Space e Tellem. Il gruppo è sempre alla ricerca di nuovi talenti pronti a condividere la missione di costruire i business digitali del futuro per accrescere il valore da offrire ai propri  clienti.

La versione digitale del magazine “Il futuro dell’e-commerce” è disponibile da qui

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La Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ha un nuovo Presidente per il quadriennio 2024-2028: Paolo Pasini (foto). “Ringrazio gli organi della Fondazione per la fiducia e Mauro Ioli per il lavoro svolto in questi anni – ha detto nel corso della sua prima dichiarazione -. Il territorio sa bene cosa rappresenta questo organismo e le circostanze sfidanti che viviamo. Lavorerò per dare il segno concreto di una presenza ancor più tangibile e propositiva. Penso ad una Fondazione collegata saldamente con la comunità e con le Istituzioni. La strategia di sviluppo deve essere condivisa, altrimenti i risultati sono inevitabilmente parziali. Coesione, solidarietà e presenza promuovono l’attività significativa che pensiamo di sviluppare nei settori di pertinenza. Certo, con un particolare sguardo all’oggi. Ci interessa uno sguardo ampio, il capitale non è solo economico ma è fatto di altro, competenze e persone, reciprocità e comunità di intenti. Tutto questo, in realtà, costruisce il terreno su cui si sviluppa il benessere. Non è solo una questione di numeri e con questa convinzione agiremo negli ambiti a noi vicini come la cultura, la formazione con l’Università in primis, l’assistenza e tutto ciò che ci ha storicamente distinto. La sinergia di intenti stimola sia una cittadinanza attiva che la capacità di intervento sulle questioni più importanti”.

Ai tradizionali settori di intervento che la comunità riconosce alla Fondazione – ha detto – saranno aggiunti  due progetti specifici; uno contro l’abbandono e dispersione scolastica e l’altro per valorizzare Rimini come punto d’incontro tra Oriente e Occidente, in grado di svolgere un ruolo importante anche nell’attualità, viste le tensioni di cui siamo testimoni ogni giorno”.

Chi è Paolo Pasini.

Paolo Pasini, 74 anni, psicologo e psicoterapeuta, sposato con Lilly, ha quattro figli ed è il settimo Presidente della Fondazione dopo Giuseppe Gemmani, Luciano Chicchi, Alfredo Aureli, Massimo Pasquinelli, Linda Gemmani e Mauro Ioli. Riccionese di nascita e residenza, Pasini ha sempre rivestito ruoli dirigenziali nel sistema sanitario
pubblico, sia riminese che sammarinese, oltre a essere attualmente presente nel settore
dell’automazione.

Ha ricoperto nel tempo numerosi incarichi: Responsabile del Servizio Sociale dell’USL 41 Rimini Sud; HR
developer, Senior Adviser e Coordinatore per le relazioni Istituzionali del gruppo UNITEC con particolare
riferimento ai rapporti con le Università (Bologna, Modena e Reggio Emilia, Ferrara, Parma, Politecnico di
Milano Tulane University); componente del Comitato Tecnico Scientifico di Smart Production Solutions
Italia. È stato Editor di una rivista internazionale di Cure Primarie (Università di Utrecht) e Presidente
dell’Associazione Direttori di Distretto dalla Emilia-Romagna. Ha tenuto diversi convegni e seminari, ha
scritto numerose pubblicazioni e ha partecipato all’organizzazione di significative mostre collaborando
con alcune delle più importanti Istituzioni Museali (Musei Vaticani, Musèe du Louvre, Museo Egizio, British
Museum, Kunsthistorisches Museum di Vienna). Inoltre, è membro del Rotary Club di Rimini di cui è stato
anche Presidente, nonché Governatore del Distretto 2072. In Fondazione è socio dell’Assemblea dal 2013 e membro del Consiglio Generale dal 2020. Nell’eleggere Paolo Pasini, il Consiglio Generale ha espresso gratitudine a Mauro Ioli per il lavoro svolto.

Il profilo della Fondazione.

La Fondazione Carim nasce nel luglio 1992 e nel 2022, in occasione del trentesimo, ha compiuto oltre 3.300 interventi a favore di 920 soggetti pubblici e privati, investendo più di 100 milioni di euro. Le risorse investite – si legge in una nota – sono andate per il 29% al settore dell’arte e cultura, per il 28% all’ambito del sociale e della solidarietà, per il 26% all’area educativo formativa, per il 17% al settore dello sviluppo. Fra gli interventi, alcuni hanno avuto un rilievo decisivo per la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio e per stimolare sviluppo economico: il restauro del Tempio Malatestiano e di Castel Sismondo, l’acquisizione di opere d’arte in particolare del Trecento Riminese, le grandi mostre d’arte e le iniziative editoriali in ambito culturale, il determinante sostegno per la nascita del Campus di Rimini dell’Università di Bologna, la costituzione di Eticredito – Banca Etica Adriatica, il sostegno a VolontaRomagna, all’Osservatorio Economico Provinciale, all’Associazione Nuove Idee Nuove Imprese, il Piano Strategico di Rimini, Rimini Innovation Square, il GAL Valli Marecchia e Conca e numerosi altri distribuiti sul territorio.

Venerdì 10 maggio, l’Assemblea dei Soci di Riminiterme ha approvato all’unanimità il Bilancio di Esercizio dell’anno 2023. Dopo gli anni difficili legati al Covid, la società è tornata a registrare utili con un anno di anticipo rispetto alle previsioni. L’utile prima delle imposte è pari a 91.033 euro, mentre quello netto è di 63.322 euro dopo aver accantonato imposte per 27.711 euro. Rispetto all’anno precedente il fatturato è cresciuto del 20% portandosi a 3,9 milioni di euro.

Complessivamente, sono state oltre 260mila le prestazioni erogate dal centro termale riminese, grazie anche agli ottimi risultati del progetto Thalassà per la prevenzione sociosanitaria over 65 anni. I clienti sono stati oltre 26mila, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente: da segnalare in particolar modo la crescita dei clienti per cure termali (+21,3%) e di quelli wellness (+18,4%). La società ha effettuato investimenti per oltre 140mila euro per l’aggiornamento e il rinnovo di attrezzature e impianti. Riminiterme ha inoltre confermato la propria certificazione ISO 45001 sulla sicurezza sui luoghi lavoro.

Nel corso dell’anno 2023 la società ha onorato i propri impegni verso i collaboratori e i dipendenti (in aumento di qualche unità), liquidando retribuzioni e compensi per un totale di oltre 1,9 milioni.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti, che erano stati auspicati in fase di programmazione del 2023, ma certamente non erano scontati” – è il commento di Ivan Gambaccini, Amministratore unico di Riminiterme, che prosegue: “Desidero ringraziare la direzione, i consulenti e tutti coloro che hanno lavorato con noi, e in particolar modo i dipendenti dell’azienda il cui contributo è stato fondamentale. Dopo anni difficili dovuti al Covid, all’aumento dei costi dell’energia e ai tassi di interesse, oggi possiamo guardare il bilancio con maggiore serenità. L’intento è di proseguire in questa direzione. Riminiterme è una ricchezza del nostro territorio e noi ci impegniamo ogni giorno per migliorare e mantenere alta la qualità dei servizi offerti e il valore della struttura, unica nel suo genere.”

Cherry Bank lancia l’iniziativa “Cherry Made in Italy” con l’obiettivo di promuovere la creatività, la difesa e la valorizzazione delle eccellenze italiane, attraverso il sostegno ai progetti virtuosi delle PMI.

La prima edizione dell’iniziativa avrà inizio con l’apertura delle candidature oggi 11 aprile, a ridosso della Giornata nazionale del Made in Italy (il 15 aprile) e chiusura delle adesioni il 29 aprile. Possono candidarsi aziende e PMI che appartengono a specifici settori produttivi, con un fatturato compreso tra 2,5 e 10 milioni di euro e che possono proporre un progetto scalabile. Un focus particolare sarà posto sulle imprese con sede in regioni strategicamente rilevanti per il tessuto produttivo nazionale.

La selezione delle imprese partecipanti sarà affidata a un comitato composto da esponenti del management di Cherry Bank e da circa 20 studenti della Venice School of Management-Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia che si occuperanno di selezionare le candidature individuando le piccole imprese che si contraddistinguono da una significativa componente di Made in Italy, in grado di rispettare i criteri di selezione e che risultano avere i progetti maggiormente scalabili. Il processo culminerà nella selezione di tre aziende: la prima “Cherry Excellence”, otterrà un premio a fondo perduto con destinazione d’uso del valore di Euro 20.000, utile a finanziare il proprio progetto di crescita. La seconda e terza classificate riceveranno un assesment ESG gratuito redatto da partner Cherry Bank esperti in materia. L’analisi sarà utile per studiare l’impatto delle attività d’impresa e per delineare una strategia volta a migliorare il proprio punteggio rispetto allo scoring medio di settore.

Nel nostro Piano di Sostenibilità ci siamo impegnati a porre costante attenzione e cura verso il nostro territorio e verso le eccellenze produttive che al meglio lo rappresentano. Ci definiamo una Banca che punta a trovare valore nelle nicchie di mercato – ha dichiarato Maddalena Ganz, Responsabile Comunicazione e Marketing di Cherry Bank (nella foto seduta al centro con il suo team)-. Per questo abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa “Cherry Made in Italy” che ha l’obiettivo di promuovere le conoscenze, le abilità e le competenze connesse al Made in Italy. Vogliamo affiancare le piccole imprese virtuose in un percorso di crescita che le renda sempre più portavoce del Made in Italy, fungendo da volano per il loro consolidamento nel breve e medio periodo”.

Il profilo dell’istituto.

Cherry Bank S.p.A. è la banca guidata da Giovanni Bossi, specializzata nei servizi di supporto alle imprese, nella creazione di valore dalla trasformazione di portafogli NPL e nell’acquisto dei crediti fiscali. Offre ai privati un ampio ventaglio di servizi bancari, sia fisici che digitali, con un’attenzione anche verso l’ambito del Wealth Management per individuare soluzioni di risparmio ed investimento su misura. Una Human Bank italiana che nasce da soci imprenditori e che con questo spirito affronta la realtà contemporanea del mondo del credito. Cherry Bank conta su circa 470 risorse, con filiali e hub territoriali in 6 regioni d’Italia, oltre alla sede di Padova.

Cherry Bank in provincia di Rimini è arrivata incorporando la storica Banca Popolare Valconca formalizzata il 30 dicembre 2023. “Sono stati mesi di intenso lavoro e, grazie anche ai Commissari di BPV Livia Casale e Francesco Fioretto, abbiamo ora chiuso un’integrazione di importanza strategica per il futuro della Banca – dichiarò all’epoca Giovanni Bossi, AD e azionista di maggioranza di Cherry Bank – . Da oggi possiamo parlare di un istituto bancario patrimonialmente più forte e con un’offerta ancora più completa”. Al momento il marchio Banca Popolare Valconca è rimasto – ha spiegato l’AD – per non disperdere un patrimonio importante e riconoscibile sul territorio.

Più di quattordici milioni di euro. A tanto ammonta  la posizione finanziaria netta 2023 di Fiere di Parma. Un dato che la rende un caso quasi unico nel sistema fieristico, non solo nazionale, ma europeo, considerando anche la disponibilità di free cash pari a 25 milioni di euro. Numeri più che positivi che si sommano al fatturato, che lo scorso anno ha sorpassato i 41 milioni di euro, con un incremento del 14% rispetto al 2022, e Ebitda di oltre 13 milioni.

Un 2023 che ha visto inoltre il consolidamento di Fiere di Parma nell’agroalimentare grazie all’accordo con Fiera Milano, con il passaggio della gestione di Tuttofood in capo a Parma. Una strategia che si rafforza anche a livello internazionale con il recente patto siglato con Koelnmesse, in virtù del quale il gruppo tedesco, uno dei principali attori del mercato fieristico nel mondo, porterà visitatori internazionali a Cibus ed espositori dall’estero per Tuttofood.

“A nome di tutto il Consiglio di Amministrazione – afferma il Presidente di Fiere di Parma Franco Mosconi (foto) – non posso che ribadire tutta la nostra profonda soddisfazione per i risultati conseguiti col bilancio 2023. Sono numeri migliori anche del pre-Covid e dimostrano come le manifestazioni fieristiche, se ben progettate e gestite, continuino ad attirare l’attenzione degli operatori e dei visitatori. E confermano come sempre di più possano esercitare quel ruolo di volano per i comparti industriali del Made in Italy, a cominciare dall’agroalimentare”.

“Un risultato – continua Mosconi – che è frutto del lavoro di squadra di tutto il team di Fiere di Parma, che può contare su persone di grande valore e competenza. Questo è il primo bilancio del nuovo Consiglio, in carica dalla metà del 2023: grazie alla fiducia accordataci dai soci pubblici e dai soci privati abbiamo raccolto, da un lato, una positiva eredità e, dall’altro abbiamo subito iniziato a lavorare per consolidare e migliorare ulteriormente i risultati. In questo senso, le recenti alleanze societarie rappresentano, per noi tutti, uno stimolo continuo: ci aspettano anni molto impegnativi e, al tempo stesso, ricchi di opportunità”.

Franco Mosconi è autore del libro “Modello Emilia. Imprese innovative e spirito di comunità” pubblicato con la prefazione di Stefano e Vera Zamagni (Post Editori, Padova 2023, pp. 272, 22 euro).