Si allarga la base societaria di Uni.Rimini Spa. Nel capitale della società consortile titolare di numerosi progetti a supporto dell’Università di Bologna con sede a Rimini entrano Valpharma International (Valpharma Group) e AIRIMINUM 2014 che hanno acquistato rispettivamente l’1% delle quote azionarie di Uni.Rimini Spa i pari a 15.700 azioni.

Hanno invece aumentato la propria partecipazione IEG – Italian Exhibition Group passando dall’attuale 7,64% al 10%, Confindustria Romagna che è passata dal 4,46% al 5% e SGR – Società Gas Rimini che è passata dall’1,27% al 2%. In totale sono state pertanto allocate azioni di proprietà di Uni.Rimini Spa per un valore del 5,63% del capitale sociale complessivo.

“Voglio esprimere il mio sentito ringraziamento – commenta Simone Badioli Presidente di Unirimini Spa – sia verso i nuovi soci che hanno deciso di entrare nella nostra compagine societaria che verso quelli già esistenti e partner da anni della nostra progettualità. Si tratta di un bel segnale da parte di aziende del territorio che credono nell’importanza dell’università sia per il contributo di giovani risorse umane formate che per il supporto che questa può fornire a percorsi di sviluppo e crescita innovativa per il sistema economico locale. Vorrei inoltre sottolineare che l’acquisto di quote societarie è avvenuto da parte di aziende private e realtà associative ed in un momento complesso come quello attuale credo sia un segnale del desiderio di costruire nuovi modelli di sviluppo e nuove reti di collaborazione.”

“Entrare nella compagine sociale di Uni.Rimini Spa – ha commentato Leonardo Corbucci (nella foto), amministratore delegato di AIRiminum 2014 – è per noi una grande occasione per rafforzare l’integrazione dell’aeroporto di Rimini con il suo territorio e, nel momento in cui il Presidente di Uni.Rimini Spa, ce ne ha prospettato la possibilità l’abbiamo colta subito convintamente. Partecipare ad un’iniziativa così importante, insieme ad un gruppo di soci molto prestigioso, per noi è motivo di orgoglio e grande soddisfazione e siamo pronti a metterci a disposizione”

Alessia Valducci (foto) – presidente Valpharma International – ha dichiarato. “La collaborazione con Uni.Rimini è storica per Valpharma Group. Mio padre, Roberto Valducci, ha fortemente collaborato per avere la Facoltà di Farmacia a Rimini, insieme all’amico Prof. Cantelli Forti. È anche per questo che oggi sono onorata di entrare a far parte della società che supporta l’Università di Bologna nel Campus di Rimini. La cultura universitaria è fondamentale per la crescita del nostro territorio ed io ci credo sempre di più.”

La Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ha un nuovo Presidente per il quadriennio 2024-2028: Paolo Pasini (foto). “Ringrazio gli organi della Fondazione per la fiducia e Mauro Ioli per il lavoro svolto in questi anni – ha detto nel corso della sua prima dichiarazione -. Il territorio sa bene cosa rappresenta questo organismo e le circostanze sfidanti che viviamo. Lavorerò per dare il segno concreto di una presenza ancor più tangibile e propositiva. Penso ad una Fondazione collegata saldamente con la comunità e con le Istituzioni. La strategia di sviluppo deve essere condivisa, altrimenti i risultati sono inevitabilmente parziali. Coesione, solidarietà e presenza promuovono l’attività significativa che pensiamo di sviluppare nei settori di pertinenza. Certo, con un particolare sguardo all’oggi. Ci interessa uno sguardo ampio, il capitale non è solo economico ma è fatto di altro, competenze e persone, reciprocità e comunità di intenti. Tutto questo, in realtà, costruisce il terreno su cui si sviluppa il benessere. Non è solo una questione di numeri e con questa convinzione agiremo negli ambiti a noi vicini come la cultura, la formazione con l’Università in primis, l’assistenza e tutto ciò che ci ha storicamente distinto. La sinergia di intenti stimola sia una cittadinanza attiva che la capacità di intervento sulle questioni più importanti”.

Ai tradizionali settori di intervento che la comunità riconosce alla Fondazione – ha detto – saranno aggiunti  due progetti specifici; uno contro l’abbandono e dispersione scolastica e l’altro per valorizzare Rimini come punto d’incontro tra Oriente e Occidente, in grado di svolgere un ruolo importante anche nell’attualità, viste le tensioni di cui siamo testimoni ogni giorno”.

Chi è Paolo Pasini.

Paolo Pasini, 74 anni, psicologo e psicoterapeuta, sposato con Lilly, ha quattro figli ed è il settimo Presidente della Fondazione dopo Giuseppe Gemmani, Luciano Chicchi, Alfredo Aureli, Massimo Pasquinelli, Linda Gemmani e Mauro Ioli. Riccionese di nascita e residenza, Pasini ha sempre rivestito ruoli dirigenziali nel sistema sanitario
pubblico, sia riminese che sammarinese, oltre a essere attualmente presente nel settore
dell’automazione.

Ha ricoperto nel tempo numerosi incarichi: Responsabile del Servizio Sociale dell’USL 41 Rimini Sud; HR
developer, Senior Adviser e Coordinatore per le relazioni Istituzionali del gruppo UNITEC con particolare
riferimento ai rapporti con le Università (Bologna, Modena e Reggio Emilia, Ferrara, Parma, Politecnico di
Milano Tulane University); componente del Comitato Tecnico Scientifico di Smart Production Solutions
Italia. È stato Editor di una rivista internazionale di Cure Primarie (Università di Utrecht) e Presidente
dell’Associazione Direttori di Distretto dalla Emilia-Romagna. Ha tenuto diversi convegni e seminari, ha
scritto numerose pubblicazioni e ha partecipato all’organizzazione di significative mostre collaborando
con alcune delle più importanti Istituzioni Museali (Musei Vaticani, Musèe du Louvre, Museo Egizio, British
Museum, Kunsthistorisches Museum di Vienna). Inoltre, è membro del Rotary Club di Rimini di cui è stato
anche Presidente, nonché Governatore del Distretto 2072. In Fondazione è socio dell’Assemblea dal 2013 e membro del Consiglio Generale dal 2020. Nell’eleggere Paolo Pasini, il Consiglio Generale ha espresso gratitudine a Mauro Ioli per il lavoro svolto.

Il profilo della Fondazione.

La Fondazione Carim nasce nel luglio 1992 e nel 2022, in occasione del trentesimo, ha compiuto oltre 3.300 interventi a favore di 920 soggetti pubblici e privati, investendo più di 100 milioni di euro. Le risorse investite – si legge in una nota – sono andate per il 29% al settore dell’arte e cultura, per il 28% all’ambito del sociale e della solidarietà, per il 26% all’area educativo formativa, per il 17% al settore dello sviluppo. Fra gli interventi, alcuni hanno avuto un rilievo decisivo per la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio e per stimolare sviluppo economico: il restauro del Tempio Malatestiano e di Castel Sismondo, l’acquisizione di opere d’arte in particolare del Trecento Riminese, le grandi mostre d’arte e le iniziative editoriali in ambito culturale, il determinante sostegno per la nascita del Campus di Rimini dell’Università di Bologna, la costituzione di Eticredito – Banca Etica Adriatica, il sostegno a VolontaRomagna, all’Osservatorio Economico Provinciale, all’Associazione Nuove Idee Nuove Imprese, il Piano Strategico di Rimini, Rimini Innovation Square, il GAL Valli Marecchia e Conca e numerosi altri distribuiti sul territorio.

Venerdì 10 maggio, l’Assemblea dei Soci di Riminiterme ha approvato all’unanimità il Bilancio di Esercizio dell’anno 2023. Dopo gli anni difficili legati al Covid, la società è tornata a registrare utili con un anno di anticipo rispetto alle previsioni. L’utile prima delle imposte è pari a 91.033 euro, mentre quello netto è di 63.322 euro dopo aver accantonato imposte per 27.711 euro. Rispetto all’anno precedente il fatturato è cresciuto del 20% portandosi a 3,9 milioni di euro.

Complessivamente, sono state oltre 260mila le prestazioni erogate dal centro termale riminese, grazie anche agli ottimi risultati del progetto Thalassà per la prevenzione sociosanitaria over 65 anni. I clienti sono stati oltre 26mila, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente: da segnalare in particolar modo la crescita dei clienti per cure termali (+21,3%) e di quelli wellness (+18,4%). La società ha effettuato investimenti per oltre 140mila euro per l’aggiornamento e il rinnovo di attrezzature e impianti. Riminiterme ha inoltre confermato la propria certificazione ISO 45001 sulla sicurezza sui luoghi lavoro.

Nel corso dell’anno 2023 la società ha onorato i propri impegni verso i collaboratori e i dipendenti (in aumento di qualche unità), liquidando retribuzioni e compensi per un totale di oltre 1,9 milioni.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti, che erano stati auspicati in fase di programmazione del 2023, ma certamente non erano scontati” – è il commento di Ivan Gambaccini, Amministratore unico di Riminiterme, che prosegue: “Desidero ringraziare la direzione, i consulenti e tutti coloro che hanno lavorato con noi, e in particolar modo i dipendenti dell’azienda il cui contributo è stato fondamentale. Dopo anni difficili dovuti al Covid, all’aumento dei costi dell’energia e ai tassi di interesse, oggi possiamo guardare il bilancio con maggiore serenità. L’intento è di proseguire in questa direzione. Riminiterme è una ricchezza del nostro territorio e noi ci impegniamo ogni giorno per migliorare e mantenere alta la qualità dei servizi offerti e il valore della struttura, unica nel suo genere.”

Era il 5 dicembre del 2013 quando Legacoop Romagna prese vita dall’unione delle cooperative aderenti alle associazioni di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena. Oggi rappresenta circa 380 imprese associate, con un valore della produzione di oltre 6 miliardi di euro, oltre 300mila soci (incluse tutte le tipologie di soci: lavoratori, produttori, consumatori) e circa 24mila lavoratori.

A dieci anni esatti di distanza, Legacoop Romagna il 5 dicembre scorso a Cesenatico ha celebrato il decennale con un convegno. I lavori sono stati aperti dal presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi a cui sono seguito gli interventi della vicepresidente, Romina Maresi, e del presidente regionale di Legacoop, Daniele Montroni. Dopo il saluto del sindaco Matteo Gozzoli, è stata presentata la ricerca sull’andamento e le previsioni economiche curata da Simona Benedetti, coordinatrice dell’attività sindacale di Legacoop Romagna.  A seguire la tavola rotonda con il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il presidente di Legacoop nazionale, Simone Gamberini, il responsabile del centro studi di Unioncamere Emilia-Romagna, Guido Caselli, e il giornalista Andrea Rinaldi. Ha coordinato la giornata la vicepresidente di Legacoop Romagna, Giorgia Gianni.

“Abbiamo deciso di organizzare questo evento in occasione dei nostri dieci anni, non per guardare al passato, del quale peraltro siamo orgogliosi — ha dichiarato il presidente di Legacoop Romagna Paolo Lucchi —  ma per tenere lo sguardo bene aperto sul futuro. Molte cose sono state fatte, tra cui l’unificazione del sistema dei servizi, e molte altre rimangono in agenda, per continuare ad offrire alle cooperative la migliore rappresentanza possibile. Ma questa fase economica e sociale così complessa merita, da parte della comunità dei cooperatori romagnoli, uno sguardo ancor più innovativo e responsabile”.

I dati emersi dalla ricerca.

Tra le preoccupazioni principali da parte delle cooperative la difficoltà a trovare lavoratori (42,7%), i costi energetici (40,6%), l’inflazione e il costo del denaro (34,4%) e il finanziamento dei servizi pubblici essenziali (20%). Bene il 2023, con quasi nove imprese su dieci in utile o in pareggio.

Per il 2024, il 58% delle cooperative romagnole stima un aumento del valore della produzione, con un picco del 73% nelle cooperative che superano i 100 milioni di fatturato; bene anche le imprese con un fatturato compreso fra i 50 e i 100 milioni (67%), mentre soffrono di più le piccole (54%) e medie cooperative (la crescita si attesta al 58%).

Il settore più pessimista è quello agroalimentare (38% di previsioni positive), che però nel prossimo triennio prevede di investire nell’81% dei casi (contro il 64% della media), un picco dovuto alla necessità di contrastare la crisi climatica.  Previsioni ottimistiche per servizi (65%),  produzione (63%), culturali (75%) e sociali (60%).

Per quanto riguarda l’anno in corso, il 64% delle imprese associate dichiara che chiuderà in utile, il 23% in pareggio e il 13% in perdita. Nel comparto agroalimentare, la percentuale positiva si abbassa al 58% (complici, anche qui, le catastrofi naturali), mentre si alza al 75% nei Servizi, che confermano i bilanci degli ultimi anni.

 

Lucia Righetti e Luca Diotallevi (nella foto al centro) sono i vincitori della prima edizione della Borsa di studio che la Fondazione dell’Ordine Commercialisti ed esperti contabili di Rimini ha istituito per premiare gli studenti orientati alla professione con la migliore media voti del Corso di laurea magistrale in amministrazione e gestione d’impresa del Campus di Rimini dell’Università di Bologna. Il premio di 1.500 euro è stato consegnato ai due giovani, a margine dell’Assemblea dell’Ordine convocata al Centro Congressi SGR per approvare il bilancio preventivo, dal presidente dell’Ordine Commercialisti di Rimini Giuseppe Savioli (nella foto a sinistra) e da Paolo Gasperoni (destra), Presidente della Fondazione dell’Ordine Commercialisti di Rimini.

“Abbiamo stretto un rapporto saldo con il Campus universitario di Rimini – il commento di Paolo Gasperoni – per attivare iniziative di orientamento alla libera professione. Assistiamo ad un gap fra domanda e offerta che ci stimola a trasmettere segnali di grande attenzione ai laureandi. Il mercato offre molte opportunità professionali, un percorso che all’inizio chiede motivazione e disponibilità ma che riserva tante soddisfazioni personali e professionali. Il commercialista oggi agisce sempre più spesso in un contesto di professionisti associati, in studi che condividono saperi e professionalità diverse, così da fornire servizi di qualità che si ripercuotono sul processo di crescita dei singoli. È comprensibile che il richiamo di una azienda privata e di uno stipendio immediatamente più soddisfacente rappresenti una calamita, ma chi ha profuso energie e fatiche nel percorso universitario è bene sappia che il percorso professionale in uno studio consente un’occasione di crescita altrimenti difficile da compiere. Oggi c’è spazio per cogliere queste occasioni”.

Nell’estate del 2024 sarà pubblicato il nuovo bando per aggiudicare altre borse di studio relative all’anno accademico 2022-2023.