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Presentato il Rapporto Economico della Romagna

Romagna Economia

In una sala gremita, alla presenza di autorità civili, militari, imprenditori e rappresentanti delle associazioni di categoria, il 30 marzo si è svolto a Forlì il consueto incontro annuale di presentazione del Rapporto sull’Economia in Romagna. È stato come sempre un importante momento di condivisione per commentare i numeri e le performance del 2022 generati sul territorio rispetto ai dati medi regionali e nazionali e confrontarsi sui grandi temi dell’attualità: innovazione e strategie per fare crescere i territori. Momenti necessari e fondamentali perchè aiutano a capire se c’è sviluppo, in quali settori e riflettere sui punti di forza e debolezza dell’economia locale nelle province di Rimini e Forlì-Cesena.

Moderato da Simona Branchetti, giornalista e scrittrice, i lavori sono stati aperti con i saluti di Carlo Battistini (foto) e  Maurizio Gardini, rispettivamente Presidente della Camera di Commercio della Romagna e della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

Sui temi di attualità sono successivamente intervenuti i sindaci. Per primo quello di Cesena, Enzo Lattuca; per il Comune di Rimini sul palco degli ospiti Juri Magrini, Assessore a Bilancio e Risorse Finanziarie; per Forlì il primo cittadino Gian Luca Zattini.

L’incontro è poi proseguito con due interventi da parte di Alberto Mingardi, politologo e docente all’Università IULM di Milano, su “Pubblico e Privato, differenti ma alleati per un nuovo modello di sviluppo”, e Roberto Battiston, professore ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Trento, ed ex Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, che ha approfondito il tema “La Space Economy per l’innovazione e lo sviluppo in Romagna”.

Carlo Battistini

Il PNRR e i dubbi sugli appalti.

Stroncato dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Giuseppe Busia, lo schema di riforma del Codice dei contratti pubblici, recentemente approvato e in vigore dal 1° aprile 2023, prevede per i Comuni la possibilità di realizzare affidamenti diretti se l’importo dei lavori, servizi o forniture non supera i 150 mila euro. Due i principi cardine della riforma: il “principio del risultato”, inteso quale interesse pubblico primario del Codice medesimo, che afferisce all’affidamento del contratto e alla sua esecuzione con la massima tempestività e il migliore rapporto tra qualità e prezzo nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza; il “principio della fiducia” nell’azione legittima, trasparente e corretta della pubblica amministrazione, dei suoi funzionari e degli operatori economici. Il fine è quindi quello di rendere più fluide, efficienti ed efficaci le procedure di affidamento e gestione delle commesse, un tassello fondamentale nell’ambito dell’attuazione del PNRR.

Enzo Lattuca e Juri Magrini, al contrario di  Gian Luca Zattini, vedono nel provvedimento più ombre che luci. La novità più criticata riguarda la norma che rimuove il divieto di subappalto a cascata, aprendo alla possibilità che un subappaltatore possa, a propria volta, affidare in subappalto parte delle prestazioni affidategli.

“La partita sui subappalti e le modifiche al relativo Codice è molto complicata. C’è il rischio per la piccola impresa locale di non essere competitiva e di essere nelle mani della grandissima impresa e questo per il nostro territorio può diventare un problema per via della natura e delle dimensioni delle nostre aziende che a determinati prezzi potrebbero non partecipare alle gare”, ha dichiarato Juri Magrini -. Non è neanche un problema di tempi, che si possono recuperare all’inizio della procedura amministrativa. Con la rimozione del divieto di subappalto a cascata, potrebbe succedere che i lavori non siano fatti bene. I costi e i tempi per il recupero di un lavoro fatto male da un’azienda con caratteristiche non adeguate rischiano di compromettere il principio stesso della modifica del Codice. Su questi elementi starei molto attento perché a caduta c’è il tema della tenuta del sistema economico e sociale e del valore del lavoro, il lavoro sicuro. Quando si liberalizza all’estremo si rischia anche di andare incontro a situazioni che poi si ripercuotono sull’ente pubblico che fa l’appalto e che alla fine si trova con un lavoro eseguito male con tempi dilatati e infortuni e incidenti sul lavoro che creano altri problemi”.

La visione d’insieme.

Nel 2022, nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), si sono registrati numerosi indicatori in terreno ampiamente positivo nonostante un anno caratterizzato da difficoltà straordinarie e impreviste: aumento delle imprese e delle localizzazioni, con livelli particolarmente elevati di imprenditorialità, netto incremento del valore aggiunto, miglioramento delle principali variabili relative al mercato del lavoro (occupazione e disoccupazione), riduzione delle ore autorizzate di Cassa integrazione, crescita della produzione industriale maggiore del trend regionale, aumento sostenuto delle esportazioni, buon incremento delle presenze turistiche.

Secondo gli scenari Prometeia aggiornati a gennaio 2023, nel complesso, l’area Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) ha fatto rilevare nel 2022 un incremento del valore aggiunto stimato al 4,0%, rispetto al +3,9% regionale e al +3,8% nazionale in un contesto generale nel quale le performance del nostro Paese sono state migliori di quelle medie dell’Area Euro.

Al netto delle incognite dovute alle dinamiche economiche e geopolitiche internazionali, le prospettive per il 2023 indicano un aumento del valore aggiunto stimato pari allo 0,5% (+0,5% anche per Emilia-Romagna, +0,4% per l’Italia).

L’analisi dettagliata.

Il territorio della Camera di Commercio della Romagna, ovvero le due province di Forlì-Cesena e Rimini, è sempre stato caratterizzato da una realtà imprenditoriale articolata, intraprendente e dinamica, che occupa un posto di assoluto rilievo nel tessuto produttivo regionale e nazionale. Accanto, infatti, a realtà imprenditoriali di rilievo internazionale, opera un numero elevato di piccole e medie imprese (il 92,5% delle imprese ha meno di 10 addetti) che svolgono un ruolo significativo nella creazione del valore.

In particolare, il territorio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si caratterizza per una diffusa imprenditorialità, con 98 imprese attive ogni mille abitanti (Emilia-Romagna: 90, Italia: 87). Le elaborazioni, effettuate al 31/12/2022, riportano 100.741 localizzazioni (sedi e unità locali) registrate, di cui 90.327 attive; le imprese (sedi) registrate sono 81.501, di cui 71.657 attive. Nel confronto con il 31/12/2021 si riscontra una crescita, sia delle localizzazioni attive (+1,0%) sia delle imprese attive (+0,6%), in controtendenza alle dinamiche negative regionali (rispettivamente, -0,3% e -0,8%) e nazionali (nell’ordine, -0,2% e -0,7%). Tali variazioni comprendono i due Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio che a fine 2021 si sono uniti alla provincia di Rimini; al netto di tale componente esogena, la crescita delle localizzazioni attive sarebbe stata dello 0,7% e quella delle imprese attive pari a +0,2%. In termini di numerosità, assumono particolare rilievo le imprese artigiane attive (21.711 unità a fine anno), pari al 30,3% del totale (31,1% in regione, 24,7% a livello nazionale), con un incremento dell’1,2%; in crescita anche le imprese femminili (+0,8%, 21,3% del totale), le imprese straniere (+5,7%, 12,5%) e quelle giovanili (+2,0%, 6,9%).

Tra i settori di attività economica maggiormente significativi in termini di numerosità di imprese, il Commercio, che costituisce il 22,8% delle imprese attive, risulta in flessione annua (-1,0%), mentre il settore delle Costruzioni aumenta il proprio numero di imprese attive (+3,6%) e rappresenta il 15,6% del totale. Le imprese dell’Agricoltura, comparto caratterizzato da dinamiche e specificità particolari, che rappresentano il 12,0% delle imprese attive totali, sono diminuite dello 0,8%. A seguire, per incidenza, il settore “Alloggio e ristorazione” (10,4% sul totale), anch’esso in flessione (-0,7%). Il Manifatturiero, poi, che costituisce l’8,3% delle imprese, risulta sostanzialmente stabile (+0,1%) mentre le Attività immobiliari (8,2% del totale) registrano un aumento dell’1,8%. Si segnala, inoltre, la dinamica positiva dei settori “Altre attività di servizi” (incidenza del 4,6%, +0,6% annuo), “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (incidenza del 3,9%, con una crescita del 4,1%) e del comparto dei Servizi di supporto alle imprese (tra cui noli e agenzie di viaggio), con un peso del 3,1% e dinamica del +2,7%. In diminuzione infine, dell’1,2%, le imprese del settore “Trasporto e magazzinaggio”, che incidono per il 3,0% del totale provinciale.

Con riferimento alla forma giuridica, più della metà delle imprese attive (il 54,2%) risulta costituita come impresa individuale, stabile rispetto al medesimo periodo del 2021; seguono le società di persone (22,0%), in flessione dell’1,1%, e le società di capitale (21,6%), in aumento del 4,2%.

In base ai principali indicatori dei bilanci aggregati delle società di capitali attive nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), il sistema, nell’anno 2021 (ultimo dato disponibile), presenta una redditività netta media (ROE) pari al 7,7%, un ROI (redditività degli investimenti) pari al 3,8% e marginalità sulle vendite (ROS) pari al 5,2%. Per ogni euro di fatturato il sistema crea 22 centesimi di Valore aggiunto; il 60,0% della ricchezza generata dall’attività caratteristica delle imprese del territorio viene assorbito per la remunerazione del costo del lavoro. L’autofinanziamento della gestione tipica delle imprese in esame è pari all’8,7% dei ricavi di vendita, mentre la remunerazione dei debiti finanziari, per il tramite degli interessi passivi, pesa per lo 0,81% del fatturato. In merito alla struttura finanziaria, infine, il 44,6% delle fonti è patrimonio netto, mentre il rapporto tra debiti finanziari e mezzi propri si attesta a 1,16.

I principali indicatori ISTAT del mercato del lavoro, per l’area Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), riportano i seguenti risultati nel 2022, in termini di media annua: tasso di attività (15-64 anni) pari al 71,6% (71,7% nel 2021), inferiore al dato regionale (73,5%) e maggiore di quello nazionale (65,5%); tasso di occupazione (15-64 anni) pari al 67,7% (67,0% nel 2021), minore del dato regionale (69,7%) ma superiore alla media nazionale (60,1%); tasso di disoccupazione (15 anni e oltre) pari al 5,1% (6,3% nel 2021), in linea con quello dell’Emilia-Romagna (5,0%) ma migliore del dato Italia (8,1%); tasso di disoccupazione (15-24 anni) pari al 19,2% (23,0% nel 2021), più alto rispetto a quello dell’Emilia-Romagna (17,3%) ma inferiore al dato Italia (23,7%).

Nel territorio Romagna, nel periodo gennaio-dicembre 2022, sono state autorizzate 5,9 milioni di ore di cassa integrazione guadagni, di cui l’81,0% di tipo ordinario, il 14,4% straordinario e il 4,6% in deroga; ben l’83,6% delle ore autorizzate ha riguardato il settore manifatturiero, il 4,4% i trasporti, il 4,2% le costruzioni e il 3,5% commercio. In termini di confronto annuo, si assiste a una decisa diminuzione delle ore di CIG autorizzate (-72,8%), inferiore, comunque, a quella regionale (-76,9%) e nazionale (-73,8%); nello specifico, il calo ha interessato tutte e tre le tipologie di CIG (ordinaria: -65,7%, straordinaria: -10,7%, in deroga: -96,0%).

Nel 2022 le esportazioni del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono state pari a 7.550 milioni di euro, con un incremento del 13,2% rispetto al 2021, inferiore alla variazione regionale (+14,6%) e nazionale (+20,0%). Nello specifico, aumentano le esportazioni dei principali prodotti: +7,2% i macchinari e gli apparecchi meccanici (20,4% del totale), +7,3% i prodotti tessili, dell’abbigliamento e delle calzature (13,0%), +35,3% i mezzi di trasporto (10,8%), di cui +35,7% le navi e imbarcazioni (9,5%), +7,2% i prodotti in metallo (10,4%), +22,3% i prodotti alimentari e le bevande (8,4%), +6,6% gli apparecchi elettrici (6,8%), +18,5% gli articoli in gomma e materie plastiche (5,8%), +8,1% i mobili (5,8%), +3,5% i prodotti dell’agricoltura (5,7%) e +4,3% gli articoli sportivi (4,1%). I principali Paesi di destinazione delle esportazioni risultano, nell’ordine, la Francia (12,0% del totale), gli Stati Uniti (11,9%), la Germania (10,2%), il Regno Unito (6,1%), la Spagna (4,6%), la Polonia (3,9%) e i Paesi Bassi (3,2%); tutti i suddetti Paesi registrano aumenti, con i più alti che spettano, rispettivamente, agli Stati Uniti (+36,4%) e al Regno Unito (+35,1%). In decisa flessione, invece, l’export verso la Russia (-25,5%), causa sanzioni per la guerra in Ucraina.

I dati provvisori relativi al movimento turistico nell’anno 2022, per l’area Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), rilevano un incremento annuo sia degli arrivi (4.549.105 unità), pari al +23,5%, sia delle presenze (19.992.977 unità), del +18,4%; aumento che caratterizza la clientela nazionale e quella estera, con quest’ultima che fa registrare le maggiori variazioni (+16,0% degli arrivi italiani e +9,6% delle presenze nazionali, contro +72,3% degli arrivi stranieri e +66,8% delle presenze estere). In tale contesto, i Comuni della riviera assorbono ben il 94,5% delle presenze complessive. La permanenza media (rapporto presenze/arrivi) è risultata pari a 4,4 giorni (4,6 giorni nel 2021): 4,2 giorni per i turisti italiani (4,5 nel 2021) e 5,1 giorni per gli stranieri (5,3 nel 2021).

In base ai dati sul credito, specificamente elaborati dalla Banca d’Italia di Bologna, al 31/12/2022, in provincia di Forlì-Cesena si riscontra un incremento annuo dei prestiti totali dell’1,0% (11.265 milioni di euro); nel dettaglio, si rileva un calo dei prestiti alle imprese (-1,7%) e un aumento verso le famiglie consumatrici (+5,4%). Calano, invece, i depositi dell’1,2% (12.576 milioni di euro a fine anno). Le sofferenze, 204 milioni di euro al 30/09/2022, registrano una decisa diminuzione (-48,6%). Il tasso di rischio del credito (1,8%), definito dal rapporto sofferenze/prestiti, pur in progressiva diminuzione, risulta maggiore di quello regionale (1,6%) e nazionale (1,5%). In provincia di Rimini, al 31/12/2022, si rileva un incremento annuo dei prestiti totali dello 0,8% (8.725 milioni di euro); nel dettaglio, si riscontra un calo dei prestiti alle imprese (-1,2%) e un aumento verso le famiglie consumatrici (+4,4%). Calano, invece, i depositi dell’1,0% (11.268 milioni di euro a fine anno). Riguardo alle sofferenze (197 milioni di euro al 30/09/2022), queste registrano una sensibile flessione (-32,3%). Il relativo tasso di rischio del credito (2,2%), in costante diminuzione, risulta però superiore sia a quello dell’Emilia-Romagna (1,6%) sia al dato Italia (1,5%).

Con riferimento alle start-up innovative, sulla base dei dati aggiornati al 01/02/2023, nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono presenti 147 start-up, che operano principalmente nei servizi (109 unità) e nell’industria/artigianato (27 unità); in termini tendenziali, si registra un calo del 9,3% (da 162 unità del 1/2/2022 a 147 unità del 1/2/2023), maggiore di quello regionale (-1,9%) e diversamente dalla variazione positiva nazionale (+0,7%).

Altro aspetto interessante è rappresentato dal sistema delle certificazioni. Nell’area Romagna, al 31/12/2022, le aziende certificate SA8000 (certificazione di responsabilità sociale d’impresa) risultano essere 35, cinque in più rispetto al 2021. Nel complesso, si registrano 1.891 certificazioni di impresa, con un incremento annuo del 5,6% (Emilia-Romagna: +6,7%, Italia: +10,7%). Il 63,1% delle certificazioni è ISO 9001 (certificazione di qualità), il 17,0% ISO 14001 (certificazione ambientale) e il 16,5% ISO 45001 (certificazione di sicurezza del lavoro).

In merito alla Green Economy, diretta espressione del concetto di sviluppo sostenibile, gli ultimi dati disponibili, aggiornati a settembre 2022, rilevano 1.123 imprese green (il 17,3% delle imprese green regionali); rispetto a settembre 2021 si registra una crescita del 2,5% (+3,0% in Emilia-Romagna). Più della metà delle imprese green si concentra nell’Agroalimentare (56,4% del totale); seguono, Ciclo rifiuti (6,4%), Energia rinnovabile ed efficienza energetica (6,4%), Mobilità (5,9%) e Gestione verde e igiene ambientale (4,2%).

Proseguendo, nel 2022, nella classifica relativa alle SmartCity di ForumPA, elaborata sull’indice di trasformazione digitale su 108 comuni, le tre città della Romagna si collocano rispettivamente al 15° posto (Rimini), 20° posto (Cesena) e 48° posto (Forlì). Nell’ambito dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Agenda ONU 2030), sulla base degli ultimi dati, aggiornati a novembre 2022 (report FEEM – SDSN Italia), il comune di Forlì ha una percentuale complessiva di raggiungimento degli obiettivi (media semplice della somma di tutti gli obiettivi) che si attesta al 59,6% mentre Rimini al 56,8%. Importante, poi, è il tema della “Qualità della vita”, dove, secondo l’indagine 2022 del Sole 24 Ore su 107 province italiane, Forlì-Cesena si colloca al 34° posto e Rimini al 46°.

Secondo gli scenari previsionali di Prometeia aggiornati a gennaio 2023, nel complesso, l’area Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) ha fatto rilevare nel 2022 un incremento del valore aggiunto stimato al 4,0%, rispetto al +3,9% regionale e al +3,8% nazionale, in un contesto generale nel quale le performance del nostro Paese sono state migliori di quelle medie dell’Area Euro.

Al netto delle incognite dovute alle dinamiche economiche e geopolitiche internazionali, le prospettive per il 2023 indicano un aumento del valore aggiunto stimato pari allo 0,5% (+0,5% anche per Emilia-Romagna, +0,4% per l’Italia).

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Giornalista pubblicista dal 2008, è nel 2004 che ho iniziato a compiere i primi passi nel mondo della comunicazione professionale lavorando con differenti ruoli nel settore della carta stampata, del web e della televisione. Realizzo progetti editoriali cartacei (riviste e magazine, brochure professionali), e digitali (sito internet con testi e immagini e contenuti per attività di email marketing, e-book) e tutti i principali servizi giornalistici (comunicati stampa, articoli, interviste, inchieste, approfondimenti). Qui come lavoro. 

3 Aprile 2023/0 Commenti/da Domenico Chiericozzi
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https://www.domenicochiericozzi.com/wp-content/uploads/2023/07/economia-romagna-dati-rapporto-2023.jpg 480 640 Domenico Chiericozzi Domenico Chiericozzi2023-04-03 13:55:052023-07-20 14:09:08Presentato il Rapporto Economico della Romagna
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Domenico Chiericozzi, giornalista pubblicista, articolista e consulente editoriale. Esperto in materia medico-scientifica e veterinaria. Laureando in Scienze dell’Educazione (L-19) Università Roma Tre.

Iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti ​| OdG Emilia Romagna Tessera N° 128619 del 13/05/2008

Assolvimento obblighi formativi 2014/2016 – 2017/2019 – 2020/2022 – 2023/2025

Domenico Chiericozzi Educatore cinofilo con approccio cognitivo zooantropologico laureando in Scienze dell’Educazione (Università Roma Tre)

Via XX Settembre 1870, n. 133 – 47921 Rimini (RN) – Borgo San Giovanni (zona Arco D’Augusto).

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